|
Il manierismo
è il tramite tra il
Rinascimento, di cui segna l'estrema maturazione
riprendendone i motivi in una
«
maniera
»
sempre più
insistita, e il Barocco. Ma, mentre nel resto d'Europa la
tendenza manieristica si diffonde liberamente, in Italia viene
progressivamente
frenata dalla Chiesa cattolica, che, dopo il Concilio di Trento,
è decisa ad epurare
anche l'arte religiosa: tipico esempio di arte controriformista
è l'austera (ma al tempo
stesso
«trionfale») chiesa del Gesù, a Roma, iniziata dal Vignola.
Nell'architettura civile gli elementi
manieristi permangono più
a lungo, soprattutto nelle fontane e nei parchi dove si
intrecciano strettamente elementi artificiali e naturali, con un
gusto spiccato per la festa e il divertimento.
Nei pittori si rivela spesso un'inquietudine
nuova, un'impazienza che si traduce negli scorci
delle figure, nella bizzarria degli atteggiamenti, nel violento
luminismo: i più illustri
rappresentanti sono Beccafumi, il Pontormo, Rosso
Fiorentino e il Parmigianino, oltre a Giulio Romano, Niccolo dell'Abate, Federico e
Taddeo Zuccari.
|