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I ROMANI

Per circa dodici secoli, dalla fondazione di Roma avvenuta circa alla metà dell'8° sec. a. C. (secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a. C.) fino alla caduta dell'Impero d'Occidente nel 476 d. C, in Italia fiorì e dominò una civiltà la cui attività politica, economica e culturale è all'origine dell'Occidente europeo. Suddivisa dal punto di vista storico in tre periodi: monarchico (753-509 a. C), repubblicano (509-27 a. C.) e imperiale (27 a. C.- 476 d. C), la civiltà romana impose il proprio dominio su una vastissima regione geografica che andava dalla Gran Bretagna al golfo Persico, dall'Africa alla Germania, e declinò solo all'epoca del Basso Impero (284-476 d. C.) quando fu sconvolta dalle guerre civili fra i vari sovrani e dalle invasioni barbariche.

La vita politica e sociale. - Al tempo della monarchia l'organizzazione politica di Roma s'incentrava su due istituzioni: il Senato e i comizi (assemblee di cittadini) entrambi composti solo da patrizi, i quali tra l'altro mantenevano con le loro ricchezze una massa di sfaccendati, i «clienti», gente oziosa ma devota ai propri benefattori. Dalla vita politica e civile erano esclusi i plebei così come, ovviamente, gli schiavi, la parte più indigente e sfavorita della società romana, che tuttavia potevano sperare di essere affrancati dalla schiavitù dai loro proprietari e divenire così «liberti».

Ai tempi della repubblica, i massimi poteri erano attribuiti a due consoli eletti annualmente. Essi erano affiancati nella gestione della «cosa pubblica» dai questori, incaricati di sovrintendere alle finanze pubbliche e all'azione della polizia criminale ; dai censori, che sorvegliavano la rettitudine dei costumi ; dagli edili, che vigilavano sulla polizia municipale; dai pretori che avevano funzioni giurisdizionali. Poteri vastissimi, non solo in materia legislativa, ma anche di ordine consultivo e deliberativo erano riservati al Senato, mentre ai tribuni del popolo spettava la difesa dei diritti della plebe. Ai consoli o proconsoli e ai pretori o propretori veniva infine affidata l'amministrazione delle province conquistate.

L'impero conserva le strutture amministrative della Repubblica, ma i consoli sono sostituiti da un Imperatore; egli è capo dell'esercito ed a lui spetta il diritto di decidere per la guerra o per la pace, nonché la nomina dei senatori. Con il Basso Impero il suo potere diviene assoluto.

La società invece è divisa in «gentes», cioè gruppi di famiglie discendenti dallo stesso antenato. La «familia» è sottomessa al «pater familias» che gode della più completa ed assoluta autorità su di essa.

La religione. - È presente in ogni manifestazione della vita pubblica e privata. Per i culti domestici un piccolo oratorio, il «lararium», custodisce gli dei Lari e Penati, davanti ai quali brucia continuamente un fuoco sacro ; si venerano anche i «mani», le anime dei morti. Il culto pubblico si svolge nei templi costruiti su modello dei templi greci o etruschi, ma che possono talvolta assumere forma circolare (santuari dedicati a Vesta). Eccetto Giano gli dei più importanti sono dodici (se si omette Plutone, re degli Inferi, che non fa però parte del Consiglio degli dei) e derivano dall'Olimpo greco.

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