E' la regione più piccola, meno popolata e con minore
densità abitativa di tutta l'Italia. Si trova nella parte
nordoccidentale ed il territorio è completamente montuoso (come il
Trentino-Alto Adige) e presenta le vette più alte della nostra
penisola: Monte Bianco (4810 metri), Monte Rosa (4634 m) e Cervino
(4478 m).
La valle principale che dà il nome alla regione è formata dalla Dora
Baltea, fiume principale, che riceve i numerosi affluenti che
formano le restanti valli.
A livello amministrativo la Valle d'Aosta è una delle 5 regioni
autonome ed ha una sola provincia, con capoluogo Aosta, unica vera
città presente sul territorio; tutti i maggiori centri si trovano
nella valle principale. Il francese è lingua ufficiale, assieme
all'italiano.
L'economia si basa soprattutto sul turismo e le attività correlate.
Importante anche la produzione di energia idroelettrica, che sfrutta
il territorio regionale. Il settore industriale (estrattivo e
siderurgico) è invece in calo, modesta importanza hanno agricoltura
ed allevamento (bovini).

Curmayeur
Le Province |
PARCHI TRA LE CIME
VALLE D’AOSTA
Tra le montagne della
Valle d’Aosta è conservato un prezioso patrimonio di ambiente e cultura
montanara. I fischi d’allarme dei camosci, o il lento incedere dei più
coraggiosi stambecchi, accompagna chiunque si avventuri tra boschi di larici
o esposte pietraie d’alta quota nei territori delle aree protette
valdostane: io Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Naturale
Regionale che prende il mone dalla snella forma ad ago del Mont Avic.
Le valli di Cogne, la Val
Savarenche e la Val di Rhemes costituiscono la zona valdostana del parco
abbracciando idealmente la mole imponente del Gran Paradiso, l’unica cima
che supera i 4000 metri interamente sul territorio italiano. Accomunate
dalla simile morfologia, hanno, all’imbocco, versanti ripidi e scoscesi che
divengono però sempre più ampi raggiungendo i fondovalle, ammantati da
grandi ghiacciai. Alla vegetazione e alla ricchezza di fauna fanno da
cornice imponenti e celeberrime cime come la Grivola (3968 m), dall’ardita
ed elegante silhouette, la Granta Parey (3387 m) e lo splendido anfiteatro
glaciale della Valnontey, da cui si ergono, tra gli altri, la Torre del Gran
S. Pietro, la Becca di Gay e la Roccia Viva, tutte vette che superano i 3600
m.
Il parco fu istituito nel
1922 con l’approvazione di un regio decreto dopo che , nel 1919, Vittorio
Emanuele III cedette allo Stato la riserva reale di caccia, con l’intento di
creare la prima zona protetta d’Italia, salvando, tra gli altri, gli ultimi
esemplari di stambecco, scomparsi dal resto d’Europa. I Savoia lasciarono in
“eredita” al neonato parco una fitta rete di sentieri, mulattiere e varie
case di caccia, alcune delle quali, con le opportune modifiche, furono
adibite a ripari per i guardiaparco o trasformate nei rifugi che, ancora
oggi, escursionisti di tutto il mondo frequentano. Proprio le comode
mulattiere reali consentono di guadagnare quota con ampi e poco faticosi
tornanti, permettendo di superare notevoli dislivelli.
MONT AVIC, SCRIGNO DI
NATURA INCONTAMINATA
Una trentina di specchi
d’acqua di varie dimensioni, una foresta di pino uncinato, acquitrini,
torbiere ed alcuni endemismi floreali, e poi camosci, stambecchi, marmotte e
vari tipi di uccelli sono i protagonisti di questa magnifica area protetta,
istituita nel 1989 per preservare questo selvaggio angolo della Valle
d’Aosta, ricco di singolari caratteristiche. Il Parco del Mont Avic offre
notevoli motivi di interesse in tutte le stagioni: d’autunno i pochi larici
spiccano con i loro colori cangianti tra i sempreverdi uncinati; in inverno
la zona si presta per escursioni con le racchette da neve, lontano dai
clamori delle piste da sci e dalla mondanità propria delle località
turistiche più rinomate; in primavera gli altipiani e le torbiere s’adornano
di numerose specie botaniche proprie dell’ambiente alpino tra le quali
spiccano il ranuncolo glaciale, la drosera rotundifolia, una specie
carnivora che cattura gli insetti grazie ad un liquido viscoso che riveste i
suoi microtentacoli; in estate si cammina tra i pini uncinati, ammirando i
numerosi muschi e licheni che si aggrappano a rocce e cortecce, a
testimonianza dell’ottima qualità dell’aria. Superate le zone boschive e
salendo leggermente di quota si raggiungono zone panoramiche, veri e propri
balconi, non solo sulle montagne del parco, ma anche sul Monte Rosa e sul
Cervino che si ergono in lontananza maestosi e imponenti con i loro
ghiacciai. Le giornate lunghe e i numerosi sentieri consentono anche di
affrontare gite più lunghe, come le salite alle vette del parco, tra le
quali meritano d’essere citate il Mont Barbeston (2482 m), la Cima Piana
(2512 m) e le due cime più alte: il Mont Glacier (3186 m)e il Mont Avic
(3006 m). Gli insediamenti umani sono scarsi o del tutto assenti, in quanto
la particolare morfologia della zona e l’asprezza delle vie d’accesso non
hanno favorito le tradizionali attività agro-pastorali. L’unica vera
attività umana fu il taglio del legname che veniva utilizzato nelle miniere
per la lavorazione dei metalli. Per fortuna, il rinnovo naturale e l’impegno
della regione e della Comunità Europea stanno favorendo il rimboschimento e
la conservazione del prezioso e raro pino uncinato.
IL PINO UNCINATO
È una
rarità botanica che valorizza e rende unico il Parco del Mont Avic: pianta
molto frugale e resistente, si adatta alla perfezione a suoli poveri come
quelli della zona, originati dalla disgregazione di serpentini, che
risultano inospitali per larici ed abeti rossi, gli alberi più diffusi della
Valle d’Aosta. Il pino uncinato è una conifera endemica europea, presente
nel parco con 983 ettari, la maggiore concentrazione delle Alpi Italiane. In
passato, il bosco di pino uncinato è stato messo a dura prova per il
disboscamento dovuto ad utilizzi minerari (carbone per i processi di
lavorazione dei metalli). Oggi, però, grazie agli sforzi del parco e a
finanziamenti europei la situazione è ottima ed in continuo miglioramento. |