
Regione settentrionale
affacciata a sud sul Mar Ligure. Il territorio è montuoso (65%) e
collinare (35%), non vi sono pianure e le coste sono quasi sempre a
strapiombo sul mare.
Le montagne liguri appartengono alle Alpi ad ovest ed agli Appennini
ad est; la vetta più elevata è il Monte Saccarello (2200 metri),
situato nelle Alpi Marittime. A causa della conformazione del
territorio non vi sono veri e propri fiumi, ma solo torrenti (il
maggiore è il Vara); nascono però in Liguria alcuni affluenti e
subaffluenti del Pò, come Tanaro, Bormida, Scrivia e Trebbia.
Genova è il capoluogo regionale e città più popolata, gli altri
capoluoghi sono La Spezia, Savona ed Imperia; fra le altre città
ricordiamo San Remo.
L'economia ligure è meno legata all'industria pesante rispetto al
passato. L'agricoltura si concentra soprattutto su prodotti ad alto
reddito: fiori, frutta, ortaggi, uva da vino ed olive; la pesca ha
importanza minore. I settori industriali più sviluppati sono quelli
siderurgico, metallurgico, cantieristico, petrolchimico,
elettrotecnico ed alimentare; il terziario assorbe un gran numero di
lavoratori ed è legato ai porti di Genova (uno dei più importanti in
Italia) e Savona. Il turismo è un'ottima risorsa ed è incentivato
dalla bellezza dei paesaggi e dal clima favorevole.

Portofino
Le Province |
NATURA
PROTAGONISTA
BIODIVERSITA’
NELLE AREE PROTETTE DELLA LIGURIA
Il fascino della scoperta continua in quella
Liguria dai mille volti, soffermandosi questa volta sulla straordinaria
varietà naturalistica dei Parchi e delle Aree Protette, che registrano,
nell’arco di pochi chilometri, coste ancora ricoperte dalla macchia
mediterranea e montagne già appartenenti, per flora e fauna, agli ecosistemi
alpini.
Avette innevate che quasi precipitano in mare,
fa riscontro il calore della natura mediterranea. Siamo ai piedi
dell’altipiano del Beigua, in Liguria. Questo collage di paesaggi e
ambienti, questa alternanza di mare e di monti è ormai nota a tutti noi.
Sono invece in pochi ad essere a conoscenza dei tanti primati naturalistici
che quest’arco quasi perfetto può annoverare, soprattutto nell’ambito dei
36.000 ettari tutelati dai Parchi e dalle Aree Protette, quasi il 7% del
territorio regionale.
In Liguria,
nello stesso fazzoletto di terra, si possono scoprire specie botaniche
normalmente presenti ad alte quote assieme ad altre consuete delle sponde
africane. Non c’è quindi da stupirsi se nelle crepe calcaree del monte
Pietravecchia si è testimoni della coesistenza del timo, pianta tipicamente
mediterranea (che tocca la sua massima quota nelle Alpi Liguri), con la
sassifraga a foglie opposte (Saxifraga oppositifolia), specie che si spinge
a Nord fino all’83°parallelo. Come non bisogna sorprendersi se i ciuffi
bianchi della sassifraga spatolata (Saxifraga cochlearis) abbelliscono le
Alpi Liguri, prossime a diventare Parco, e al tempo stesso le rupi di
conglomerato del promontorio di Portofino, rarità della quale va orgoglioso
l’omonimo Parco regionale (Info: 0185.289.479/283480; sede a Santa
Margherita Ligure/GE; superf. 1056 ha), che, tra l’altro, conserva uno dei
migliori esempi di macchia mediterranea ligure, insieme alle due isole
delle riserve naturali regionali di Bergeggi (Info: 019.257901; sede a
Bergeggi/SV; superf. 8 ha) e della Gallinara (Info: 0182.541351; sede a
Alberga/SV; superf. 11 ha).
La pianta del
litorale ligure che incuriosisce più di tutte è forse l’euforbia arborea
(Euphorbia dendrioides, poiché, contrariamente agli altri vegetali, fiorisce
in pieno inverno mentre d’estate, per combattere la disidratazione, cade in
“letargo” assumendo un aspetto quasi scheletrico. La si ritrova lungo
l’assolata costa ligure tutelata in parte dai Parchi regionali di Portofino
e di Portovenere (Info: 0187.79481; sede a Portovenere/SP; superf. 279 ha) e
dal Parco nazionale delle Cinque Terre (Info: 0181.760000; sede a
Riomaggiore/SP; superf. 3859,73 ha). La regione annovera anche diversi
“relitti glaciali”, sopravvissuti su suoli calcarei oppure serpentinitici.
Quest’ultimi sono particolarmente selettivi nei confronti della vegetazione
a causa dell’alto contenuto in magnesio delle loro rocce metamorfiche scure,
tanto che solo poche specie li prediligono o ne sono tolleranti; altre, poco
competitive, vi trovano “rifugio” come la dafne odorosa (Daphne cneorum),
eletta con i suoi quattro petali a simbolo del Parco regionale del Beigua
(Info: 019.84187300; sede a Savona; superf. 8.715 ha).
Microclimi
freddi e nebbie, tipici delle dorsali montuose, favoriscono la sopravvivenza
di “relitti glaciali” come l’astro alpino (Aster alpinus), la viola biflora
(Viola biflora) e l’adenostile alpina (Adenostyles alpina), mentre nelle
zone umide di torbiere e laghetti vegetano i pennacchi (Eriophorum), la
calta (Caltha palustris) e la drosera (Drosera rotundifoglia), piantina
insettivora che si ritrova soprattutto nella torbiera del La ione (presso
l’altipiano del Beigua) e nella Riserva Naturale Orientata delle Agoraie e
del Moggetto, accota nel Parco regionale dell’Aveto (Info: 0185.340311; sede
a Borzonasca/GE; superf. 3018 ha).
Splendide
fioriture si possono osservare in tutta la regione ma il primato spetta al
Parco regionale dell’Antola (Info:010.9761014/944175; sede a Busalla/GE;
superf. 1086 ha), grazie alle estese tavolozze di colori che si ammirano sui
prati di crinale, dove si distinguono arnica (Arnica montana), orchidee
(Dactylorhiza sambucina), botton d’oro (Trollius europaeus) e, soprattutto,
narcisi (Narcissus poeticus).
Non mancano
in Liguria aspetti di vegetazione fluviale dove è il Parco regionale di
Montemarcello- Magra (Info:0187.691071; sede a Sarzana/SP, superf. 4320,8
ha) ad esserne il rappresentante più accreditato: accanto a lembi di
vegetazione ripariale a canne, salici e ontani, sopravvivono frammenti di
zone umide, con piante acquatiche non presenti altrove in Liguria e rare
anche sul territorio nazionale: ninfee, idrocaridi, sagittarie e
utricularie. Terminiamo questa veloce panoramica a 360 gradi sulla flora
ligure con specie pioniere come il timo, la cannella argentea (Achnatherum
calamagrostis) e la saponaria rossa (Saponaria ocymoides) che, nonostante
l’incoerenza del substrato, riescono a colonizzare i sinuosi e morbidi
calanchi della val Bormida, che ospita le aree protette delle Bormide
savonesi (Info: 019.8313316 c/o Ufficio Parchi ed Aree Protette Provincia di
Savona) e i due parchi regionali di Piana Crixia (Info: 019.570021; sede a
Piana Crixia/SV; superf. 794 ha) e Bric Tana (Info: 019.5600044; sede a
Millesimo/SV; superf. 169,50 ha).
Biodiversità animali
Anche
nell’ambito della fauna, come già visto per la flora, in Liguria possono
convivere specie nordiche con altre tipicamente mediterranee. Si può
penetrare nei boschi per scoprirvi il capriolo, soprattutto alle prime ore
del mattino e nel tardo pomeriggio, quando si prodiga in inseguimenti
mozzafiato. Si può udire il particolare bramito del daino che riecheggia
nelle alte valli del Trebbia (Parco dell’Antola) o in quelle del Savonese.
Ma questi ungulati non sono gli unici animali ad abitare la foresta: comuni
sono anche il cinghiale e il tasso, mentre quasi remota è la speranza
d’incontrare l’ineffabile puzzola.
Grazie a
loro, inconsapevoli vittime, anche il lupo ha fatto la sua ricomparsa nelle
valli interne dell’Appennino, nascosto nella penombra delle faggete
dell’Aveto, dell’Antola e del Gottero. A ponente, camminando sulle pietraie
delle Alpi Liguri, si può sentire l’acuto fischio della marmotta, simpatico
roditore che è facile scorgere grazie alla sua innata curiosità. Se poi si
individua il punto da dove proviene il rumore di pietre smosse si può
scorgere il timido camoscio in fuga. Dalla terra al cielo, senza volare con
la fantasia, è possibile ammirare le evoluzioni del magnifico falco
pellegrino, tornato a nidificare tanto sulle falesie costiere che sulle
pareti rocciose dell’interno; oppure le suggestive planate dell’aquila
reale, possente nei suoi due metri di apertura alare, e del biancone, rapace
migratore specializzato nella cattura di rettili.
Anche tra questi ultimi, ingiustamente
trascurati se non addirittura invisi agli escursionisti, si registrano
specie interessanti, come la lucertola ocellata, non fosse altro che per i
suoi 60 e più centimetri di lunghezza, e tra i serpenti il colubro lacerino,
predatore di altri rettili; la natrice tassellata che si nutre di pesci; la
natrice viperina, specializzata nella cattura degli anfibi e delle loro
larve. Gli anfibi sono sensibili alle alterazioni ambientali e
all’inquinamento, ma in Liguria la famiglia è ben rappresentata, seppure
passi quasi inosservata ai non addetti ai lavori. Eppure molte specie
presentano particolarità davvero uniche, come il geotritone, vertebrato che
respira attraverso la pelle e che, pur essendo un anfibio, non ha un ottimo
rapporto con l’acqua. Oppure i tritoni che quando sono “in amore” sfoggiano
forme e colori splendidi (il piccolo tritone punteggiato, il rande tritone
crestato italiano, il vivace tritone appenninico). Come non citare poi la
rana temporaria, presente in Liguria con popolazioni relitte che
testimoniano le avvenute epoche glaciali, ed hanno particolare consistenza
nelle torbiere della val d’Aveto. La rana appenninica è decisamente più
diffusa, come anche la salamandrina dagli occhiali. L’ambiente acquatico è
comune anche alla avifauna, in particolare nel Parco naturale di
Montemarcella-Magra, vero paradiso dei birdwatchers, dove si può osservare
buona parte delle specie di uccelli che transitano e si riproducono in
Italia. Se poi avete la fortuna di immortalare con la reflex il piccolo e
coloratissimo martin pescatore… |